Giornali - Il dopo-alluvione


(9 agosto: osservazioni metereologiche)

Nella sua eccezionalità il nubifragio che ha colpito le alte valli della Svizzera italiana appartiene al novero dei fenomeni "normali". L'immagine di un Ticino benedetto dalla natura è una invenzione degli enti turistici (ne godiamo i frutti economici, si capisce), ma la realtà è tutt'altra. Il clima ticinese può essere dolce, ma può essere anche brutale. (...)

La natura predispone dunque il versante meridionale delle Alpi a questi "eccessi". Certo, non bastano le forti precipitazioni a determinare una alluvione: vi concorrono la continuità delle piogge, lo stato del terreno (se secco o imbevuto di acqua), l'eventuale formarsi di sbarramenti dovuti a frane, eccetera.

(10 agosto: le assicurazioni)

In seguito alla catastrofe che ha colpito alcune regioni del nostro paese e in particolar modo il Ticino, il centro d'informazione dell'Associazione svizzera d'assicurazioni (INFAS), a Losanna, comunica: "Le compagnieprivate di assicurazione contro l'incendio coprono sin dal 1953 anche i danni causati dalle forze della natura. Questa copertura è parte integrante dell'assicurazione incendio e si estende ai danni dovuti a piene, inondazioni, uragani con vento d'una velocità di almeno 75 chilometri l'ora, scoscendimenti, frane, caduta sassi, grandine, pressione della neve e valanghe (...)".

(10 gennaio: si cerca di tornare alla normalità)

Passato l'uragano si ricomincia a guardare avanti. In città si sono immediatamente iniziati i lavori che dovrebbero portare ad un miglioramento della situazione. Diciamo miglioramento, perchè prima di poter pensare ad una normalizzazione in tutti i settori dovrà trascorrere ancora molto tempo.

(11 agosto: i danni all'agricoltura)

A pochi giorni dal terribile nubifragio che ha sconvolto mezzo cantone s'inizia la valutazione dei danni subiti dall'agricoltura: un bilancio definitivo non è ancora possibile; si farà al termine dei vari raccolti ed a fine stagione. per alcuni prodotti giunti a maturazione proprio in questi giorni è già invece possibile valutare quanto si è salvato dalla furia del vento, dell'acqua e della grandine.

(11 agosto: danni agli argini e alle dighe)

A poche ore dal nubifragio di lunedì sono iniziate in tutte le zone colpite dalla furia delle acque le prime ispezioni volte a stabilire un bilanciodei danni subiti dagli argini dei fiumi e dei riali del cantone. Le prime cifre, forzatamente approssimative, indicano a 10 milioni di franchi i danni subiti unicamente dagli argini e dalle dighe sommergibili.

(12 agosto: lavori di pulizia del lago Verbano)

Sono circa 1500 i militari impegnati a portare soccorso nelle zone disastrate. Ce lo ha confermato ieri il segretario del Dipartimento cantonale militare, capitano Remo Lardi. Il loro numero è molto probabilmente destinato ad aumentare.

Mentre si lavora su moltissimi sia in città, sia nei comuni limitrofi e nelle valli, da ieri si è cominciato a guardare anche alla disastrosa situazione del lago: sulla superficie del Verbano galleggiano decine di migliaia di metri cubi di legname.

(19 agosto: bilancio in Mesolcina)

I Mesolcinesi non hanno perso tempo nell'organizzarsi dopo il nubifragio che martedì scorso ha sconvolto la valle. Già tre giorni dopo l'alluvione l'Organizzazione regionale del Moesano aveva indetto una riunione con i rappresentanti del Governo grigionese e con i sindaci della valle.

(...) L'elenco giunge ad una cifra di 43 milioni ma si ritiene che, quando saranno state effettuate rilevazioni più precise, si dovrebbero superare tranquillamente i 50 milioni di franchi.

(6 settembre: il bilancio per Locarnese e Valmaggia)

Ci vorranno 100 milioni di franchi per riparare i danni causati dal nubifragio del 7 agosto nel Locarnese e in Valmaggia. Lo si afferma in un comunicato diffuso dal consiglio direttivo della regione, riunitosi l'altra sera a palazzo Marcacci per valutare la situazione.

(27 settembre: prezioso l'intervento delle truppe)

17'307 giornate di servizio, 121'505 ore lavorative: sono gli elementi che evidenziano l'importanza dell'opera prestata dall'esercito in soccorso alle popolazioni vittime del nubifragio del 7 agosto. "Una situazione tanto grave non avrebbe potuto essere affrontata dal Cantone senza l'intervento della truppa": è un'affermazione che il consigliere di stato Flavio Cotti ha fatto ieri durante una conferenza stampa indetta nella sala del Consiglio comunale a Locarno per illustrare appunto l'opera svolta dai militari.

(27 novembre: i danni al patrimonio ittico)

Dovranno passare parecchi anni prima che in Valmaggia siano cancellati gli enormi danni causati al patrimonio ittico dall'alluvione del 7 agosto. Lo ha detto detto venerdì sera a Cavergno Vittorio Fenini, di Bignasco, che ha presieduto l'assemblea dei pescatori valmaggesi. "In val rovana - ha precisato il presidente - si può calcolare che dal confine italo-svizzero di cimalmotto fino a Cevio sia andato distrutto il 50% del plancton e del partrimonio ittico. La perdita media valutata per tutto il bacino della Maggia si situa attorno al 50-60 per cento".

(21 dicembre: bilancio per Maggia e Melezza)

Le opere di sistemazione dei fiumi Melezza e Maggia, necessarie in seguito all'alluvione del 7 agosto, costeranno più di 40 milioni di franchi. (...) Il Cantone e la Confederazione interverranno con sussidi che, globalmente, dovrebbero raggiungere il 75 per cento.