Giornali - L'alluvione


(8 agosto: i primi incidenti causati dall'alluvione)

Le pioggie torrenziali non hanno risparmiato neppure le vallate dell'Alto Ticino. Già nella giornata di ieri si segnalava la chiusura della strada della Valle di Blenio tra Aquila e Olivone. Ma in serata le cose sono precipitate e ad Acquarossa il torrente Tiglio, che scorre tra l'ex-stazione ferroviaria e l'ospedale, ha travolto il ponticello sulla cantonale, qualche decina di metri prima del ponte principale sul fiume Brenno. Ogni comunicazione con la media e alta valle è così impossibile. (...)

La pioggia è stata all'origine di molti incidenti della circolazione, tanto che i reparti di pronto soccorso degli ospedali sono pieni di feriti.

(8 agosto: la sciagura in Val Calanca)

Tre cascine sul poggio di Mastabio, a un chilometro in linea d'aria a nord dell'abitato di Rossa. Abbarbicate sul pendio scosceso dominano uno dei punti più stretti della valle. (...) Un posto selvaggio ma considerato sicuro : le cascine hanno due o tre secoli (una è ormai ridotta a rudere) e mai sono state minacciate nè dalle valanghe, nè dalle frane. (...)

La madre scende a valle a dare l'allarme, mentre il padre cerca disperatamente di estrarre le tre ragazze dalle macerie. Le speranze sono alimentate dalla voce di Donatella che risponde ad ogni chiamata. Sarà salvata solo lei.

(9 agosto: danni anche nel luganese)

Non è stata la pioggia, come nel Sopraceneri, ma soprattutto il vento a provocare i danni maggiori nel Luganese. Un vento "marino", soffiante al suolo a velocità fino a 36 nodi (...) che ha sconvolto la superficie del Ceresio provocando onde che molta gente di Melide asserisce fossero alte fino a due metri.

Da Melide vengono segnalati danni ingenti. Il più grosso all'albergo Bellavista, la cui terrazza è stata spazzata via per il cedimento della struttura di sostegno che poggiava sul fondo del lago.

(9 agosto: i primi bilanci)

Sette morti e numerosi feriti, danni per milioni di franchi per frane, case e ponti crollati, situazione di pericolo per centinaia di persone in case e campeggi: questo il bilancio provvisorio, limitato al Ticino e alla Mesolcina, del nubifragio che ha colpito il sud delle Alpi nella notte tra lunedìe martedì e che ha causato numerose altre vittime fuori dai nostri confini, in val d'Ossola soprattutto. Il Governo ticinese ha decretato lo stato di catastrofe.

(9 agosto: Locarno allagata)

È impossibile al momento in cui scriviamo - e lo sarà probabilmente ancora per parecchio tempo - tracciare una panoramica del disastro: le proporzioni assunte dalla catastrofe sono tali da permettere solo una descrizione sommaria che si limita alle situazioni più drammatiche raccolte girando laddove era possibile tra le macerie e il fango.

(9 agosto: le Terre di Pedemonte)

Una situazione desolante s'incontra nelle campagne di Verscio. È forse il luogo che più di ogni altro dà la sensazione della distruzione e della forza scatenata dagli elementi naturali. Vento e acqua hanno distrutto interi boschi il cui legname, trasportato dalla Melezza, è ora accatastato su un'area vastissima. Tra i mucchi di tronchi spuntano i tetti delle case.

Anche qui le automobili non hanno avuto scampo: imprigionate nei garage allagati o scaraventate sul letto del fiume o contro i pochi alberi rimasti in piedi.

Vari sono gli elementi che contribuiscono a rendere ancora più difficile la situazione generale. Prima di tutto la mancanza di energia elettrica. (...) Altro fattore d'intoppo è quello del traffico. Sono migliaia i turisti e la gente del luogo che si sono riversati sulle strade per vedere il disastro. (...)

(9 agosto: il Locarnese)

La gente non sembra crederci, abituata com'è a vedere le catastrofi solo in televisione. Non sa capacitarsi che anche la nostra sia diventata una regione disastrata. Ovunque c'è distruzione, desolazione, caos. (...)

Un riconoscimento particolare, tra quelli meritati dal gran numero di persone prodigatesi senza risparmio d'energie nella messa in salvo di persone e cose durante la notte tremenda (...), spetta ai colleghi della Radio, che con tempestività e impegno straordinari hanno riferito, si può dire ora per ora senza interruzione, sull'evolversi della situazione nelle zone colpite e in quelle minacciate.

(9 agosto: sciagura a Verscio)

In un grotto di Verscio si è rifugiato anche Giuliano Francescoli, di Tenero. "Ieri sera mia moglie ed io siamo andati a casa del principe Knyphausen. Verso sera mi sono reso conto che il pericolo di essere spazzati via dall'acqua del fiume aumentava. L'ho detto subito al principe, ma lui ha insistito che non c'era pericolo e che voleva cenare assolutamente a casa sua. Ad un certo punto l'acqua ha cominciato a scorrere intorno alla casa. (...) Al momento che anche il principe ha capito che si doveva assolutamente abbandonare la casa, l'acqua ci arrivava già alle ginocchia. (...)"

(9 agosto: la "Centovallina" disastrata)

L'alluvione di lunedì ha provocato interruzioni nei trasporti pubblici, con ripercussioni che dureranno a lungo. (...) Si prevede che l'opera di ricostruzione sulla linea della Centovallina durerà almeno due mesi.

(9 agosto: Val Vigezzo e Val Anzasca in Italia)

Dieci cadaveri finora recuperati, una ventina di feriti, parecchi dispersi (si dice forse trenta): questo il bilancio provvisorio in termine di vite umane fatto nel tardo pomeriggio di oggi dalle autorità locali del nubifragio che nella tarda serata di ieri ha flagellato la Val d'Ossola.

(9 agosto: intervengono le autorità cantonali e federali)

Il presidente del Governo Ugo Sadis ha fatto il punto della situazione ieri alle 15 nel corso di una conferenza stampa. "È stata dichiarata la situazione di catastrofe", è stata la sua prima affermazione. Un apposita "commissione di coordinamento" è quindi stata subito insediata. "Molti sindaci hanno reagito in modo encomiabile già nel corso della notte - ha osservato Sadis - organizzando evacuazioni, ordinando misure di protezione, prendendo iniziative apprezzabili". Ora bisogna poter fare un primo censimento dei danni per predisporre gli interventi prioritari.

(9 agosto: tragedia in Valle di Blenio)

La valle di Blenio, come nel 1975, ha nuovamente pagato un pesantissimo tributo al maltempo. Ma il nubifragio che lunedì ha flagellato la valle ha voluto due vittime. Il ponte della strada cantonale sul riale "Teja" (Tiglio) ad acquarossa, cedendo di schianto alle 20:30, ha travolto Mario fiorini, 55 anni (...) e Giampiero Ghisla, 32 anni (...). Nel momento della tragedia il Ghisla era in servizio quale pompiere preposto alla guardia del ponte.

(9 agosto: tragedia anche a Bellinzona)

(...)Purtroppo i rigidi controlli non hanno potuto impedire che tre giovani si trovassero sotto le tende al momento in cui il fiume Ticino, superati gli argini sommergibili, riversava le sue acque limacciose sulla golena letteralmente spazzandola. Uno dei giovani ha perso la vita. (...)

L'altra sera forse non hanno udito gli avvertimenti e gli ordini di sgombrare: sembra che proprio in quel momento si fossero recati nel vicino ristorante Montecarlo. Al ritorno sono stati sorpresi. L'amico e la ragazza si sono aggrappati ai rami delle piante. Qui sono stati salvati, alcune ore dopo. Il ragazzo è stato tratto in salvo verso mezzanotte da un coraggioso bagnino della piscina di Bellinzona, Carlo Spaggiari, il quale si è tuffato nelle acque vorticose e, a nuoto, lo ha portato a riva. La giovane Annick è rimasta aggrappata fino alle due ad un albero: l'anno salvata i sommozzatori montati su un canotto pneumatico della polizia. Per Frédéric invece non c'è stato niente da fare.